SITO

T  E  L  L      T  U  Q  A  N

Tavola Cronologica
Fasi Cronologiche
Bronzo Antico
  • L’occupazione del Bronzo Antico
  • Il Bronzo Antico IVB nella Città Bassa e sulle fortificazioni
  • La sequenza del Bronzo Antico dell’Area P nella Città Bassa
Bronzo Medio I-II
  • L’urbanistica della città Paleosiriana
  • La Città Alta e l’Acropoli
  • La Città Bassa
  • Il sistema difensivo e le porte urbane
Ferro II-III
  • Città Alta
    (Aree D, Q)
Persiano-Ellenistico
  • La Fortezza T1
    del periodo persiano-ellenistico (Area T)
  • La residenza ellenistica (Area Z)

Bronzo Antico

Bronzo Antico

L’occupazione del Bronzo Antico a Tell Tuqan

Il sito sembra essere stato occupato in modo estensivo durante il BA IVB, in particolare durante gli ultimi due secoli del III millennio a.C. I dati raccolti in diversi sondaggi di scavo mostrano innanzitutto che..

..continua

..nonostante la probabile asportazione generalizzata dei depositi e delle strutture di questo periodo all’epoca della costruzione dell’impianto difensivo agli inizi del II millennio a.C., edifici domestici, istallazioni e sepolture in fossa e sub-pavimentali fossero presenti sia al centro della Città Bassa (Area P) sia alla periferia dell’insediamento e sulle fortificazioni (Area A, L, N). La presenza di frammenti ceramici e materiali del BA IVB sui declivi e la sommità dei rampart interno ed esterno del Bronzo Medio testimonia l’utilizzo di terreni provenienti dall’insediamento precedente per le imponenti opere difensive, secondo un sistema ampiamente documentato nel centro coevo di Ebla. Al contrario, materiali databili con sicurezza al Bronzo Antico IVA sono molto scarsi e sempre da contesti secondari, mescolati a quelli più tardi del BA IVB. L’unica sequenza continua presente nell’Area P non permette di documentare una fase del periodo  protosiriano Maturo, corrispondente all’apogeo di Ebla e al Palazzo Reale G (c. 2400-2300 a.C.). Le due sepolture della fase 5 sono infatti databili al periodo immediatamente precedente ed è pertanto possibile ipotizzare che durante questo periodo Tell Tuqan fosse un centro di ridotte dimensione che subì uno sviluppo urbano notevole soltanto poco tempo dopo il collasso del regno eblaita e la distruzione della città alla fine del XXIII sec. a.C. L’evidenza del sondaggio profondo nell’Area D sulla Città Alta ha rivelato livelli non strutturali con abbondante materiale del Bronzo Medio I-II direttamente al di sopra della roccia calcarea, senza nessuna stratificazione associabile al Bronzo Antico. Se in questa parte della città alta vi era un’occupazione precedente, questa dovette essere completamente asportata in connessione alla costruzione della fortificazione interna. In alternativa, ma ciò sembra poco probabile, la Città Alta del Bronzo Medio si impiantò in una parte della città non occupata durante il Bronzo Antico.
Una lunga sequenza di fasi occupazionali del Bronzo Antico è attestata nell’Area P nella Città Bassa, dove consistenti depositi databili al Bronzo Antico III testimoniano che il sito era occupato già prima della metà del III millennio a.C., sebbene non siano stati raggiunti i livelli più antichi e il terreno vergine, rendendo al momento impossibile stabilire la cronologia della fondazione dell’insediamento.
Tell Tuqan dovette essere dunque un importante centro regionale durante il BA III–IV, che controllava la fertile area del lago del Matkh e le rotti commerciali che collegavano Ebla con gli insediamenti ubicati nei margini aridi come Tell Munbatah, che a loro volta permettevano l’accesso alla piana del Jabbul e, ancora più a est, alla valle dell’Eufrate.

Il Bronzo Antico IVB nella Città Bassa e sulle fortificazioni

Oltre alle strutture domestiche dell’Area P il periodo Protosiriano tardo, corrispondente al Bronzo Antico IVB (Tuqan IIB; c. 2300-2000 a.C.) è testimoniato in diversi altri settori scavati della Città Bassa e delle fortificazioni, sebbene sia stato indagato in sondaggi molto limitati. Nell’Area G, ubicata sulle fortificazioni nord-orientali, sono stati scavati livelli con abbondante ceramica di una fase avanzata del BA IVB (Fig. 1 – Area G. Ceramica del BA IVB)
Fig. 1 – Area G. Ceramica del BA IVB
, che è presente in superficie lungo tutto il circuito murario della città, testimoniando l’impiego di terreni provenienti dall’insediamento del periodo Protosiriano Tardo per la costruzione del rampart agli inizi del II millennio a.C., analogamente a quanto documentato ad Ebla. A Tuqan sono inoltre state rinvenute strutture databili a questo periodo direttamente sulle mura, nel declivio interno, o a ridosso di queste, testimoniando che l’estensione della città doveva corrispondere alle dimensioni attuali del sito giù negli ultimi due secoli del III millennio a.C. (Area N, dove al di sotto di sepolture del Bronzo Medio sono state rinvenute strutture murarie della fine del BA IVB (Fig. 2 – Area N. Particolare dell’Edificio N4 (BA IVB), da ovest)
Fig. 2 – Area N. Particolare dell’Edificio N4 (BA IVB), da ovest
; Area L, dove sono stati individuati depositi del BA IVB al di sotto di una grande piattaforma in mattoni crudi del BM I-II). Inoltre, nell’Area A, dove si trova la porta urbica nord-est dell’insediamento paleosiriano, la struttura difensiva venne costruita tagliando i livelli di occupazione del BA IVB, visibili soprattutto nella zona del torrione ovest, dove risulta chiara la sovrapposizione delle fondazioni del muro M.10 sulla stratigrafia del Bronzo Antico (Fig. 3 – Area A. Il limite nord-occidentale della struttura della Porta del Bronzo Medio che taglia le strutture in mattoni crudi del BA IVB, da sud-est)
Fig. 3 – Area A. Il limite nord-occidentale della struttura della Porta
del Bronzo Medio che taglia le strutture in mattoni crudi del BA IVB,
da sud-est
. In particolare, si è riportata alla luce una istallazione intonacata associata ad un piano, al di sotto del quale erano due sepolture subpavimentali in giara, databili al BA IVB finale, contenenti inumazioni di infanti (Figg. 4 e 5 – Area A. Giara con inumazione infantile (BA IVB)
Figg. 4 e 5 – Area A. Giara con inumazione infantile (BA IVB)
. Nella zona al di sotto il piano di calpestio del passaggio del Bronzo Medio sono state inoltre individuate le creste di due muri ortogonali del BA IVB (M.17, M.7) (Fig. 6 – Area A. Dettaglio del muro M.17 (BA IVB), da nord-ovest)
Fig. 6 – Area A. Dettaglio del muro M.17 (BA IVB), da nord-ovest
, dei quali non è chiara la funzione, che non sembra tuttavia correlabile all’impianto difensivo protosiriano, che forse era più avanzato rispetto a quello del Bronzo Medio. Al contrario, nessun livello databile al BA IVB è stato individuato nella Città Alta (sondaggio profondo dell’Area D), dove però è presente ceramica caliciforme dipinta nelle gettate di terreni impiegati per la creazione del rampart difensivo interno (Area E).

La sequenza del Bronzo Antico dell’Area P nella Città Bassa

Nella trincea meridionale dell’Area P (DhV6+DhV7), scavata tra il 2007 e il 2010, è stata ricostruita una lunga sequenza occupazionale del Bronzo Antico, rappresentata dalle fasi 4-10, che documentano i periodi del Bronzo Antico III, IVA e IVB (c. 2650-2000 a.C.). Le strutture più antiche riportate alla luce risalgono al Bronzo Antico III (Fasi 6–10,ca. 2650(?)–2450 a.C.; Tuqan IC1–2), ed evidenziano un cambiamento funzionale di utilizzo dell’area tra le fasi 7 e 8. Nella fase 10 è presente un atelier per la produzione ceramica, con tre grandi fornaci, delle quali solo una (I.1131) era in uso al momento dell’abbandono del workshop (Fig. 7 – Area P Sud. Pianta dettagliata della Fase 10 (BA III)
Fig. 7 – Area P Sud. Pianta dettagliata della Fase 10 (BA III)
Fig. 8 – Area P Sud. Fase 10 (BA III), da nord)
>Fig. 8 – Area P Sud. Fase 10 (BA III), da nord
: la fornace è ampia 3,5 m ed ha una pianta rettangolare con i lati sud e nord costruiti in mattoni (vetrificati dall’esposizione al calore) ed un muro di partizione interno che sosteneva la piattaforma di cottura, crollata all’interno della camera inferiore di combustione. La seconda fornace (I.1134) ha forma circolare, con un diametro di 3 m ed aveva l’apertura sul lato nord-est: venne certamente smantellata nella fase finale dell’atelier e la fossa riempita con una grande quantità di ceramica frantumata (Fig. 9 – Area P Sud. Particolare della fornace I.1134 della Fase 10 (BA III), da sud)
Fig. 9 – Area P Sud. Particolare della fornace I.1134 della Fase 10 (BA III), da sud
.
Quest’area di attività fornisce la documentazione più antica in nostro possesso per la produzione ceramica in tutta la regione della Siria interna, confrontabile con le coeve evidenze della valle dell’Eufrate.
La Fase 9 presenta battuti pavimentali e livellamenti legati agli interventi di abbandono dell’atelier precedente. I depositi archeologici di questa fase sono caratterizzati da scorie ceramiche, mattoni invetriati frantumati e scarti di lavorazione (Fig. 10 – Area P Sud. Scorie e scarti ceramici della Fase 9 (BA III)
Fig. 10 – Area P Sud. Scorie e scarti ceramici della Fase 9 (BA III)
, nonché da strati di cenere ricchi di materiali organici.
Nelle Fasi 8A–C l’area è occupata da strutture in mattoni crudi (L.964, L.980, L.982, L.1137; M.777, M.983, M.987, M.992) (Fig. 11 – Area P Sud. Veduta generale della Fase 8B (BA III), da ovest)
Fig. 11 – Area P Sud. Veduta generale della Fase 8B (BA III)
fornite di diverse istallazioni, come l’istallazione circolare I.977 (Fig. 12 – Area P Sud. Particolare dell’installazione I.977 della Fase 8A (BA III),da sud)
Fig. 12 – Area P Sud. Particolare dell’installazione I.977 della Fase 8A (BA III),da sud
intonacata e rivestita sul fondo di frammenti ceramici, o come piccole fornaci e piattaforme intonacate (I.979, I.991, I.993, I.984, I.1138), probabilmente ancora connesse ad attività artigianali ma anche alla lavorazione di prodotti agricoli, come mostra il gran numero di semi carbonizzati rinvenuti nell’istallazione I.981. La fornace I.979, di forma ovoidale irregolare, presentava un riempimento di cenere con semi di orzo carbonizzati e scarsi frammenti ceramici.
Nelle fasi più recenti della sequenza relativa documentata nell’Area P Sud (Fasi 6–7, Bronzo Antico III) si osserva un cambiamento funzionale dell’area, testimoniato dalla presenza di numerose installazioni per lo stoccaggio e la trasformazione di prodotti alimentari, con silos circolari o ovoidali intonacati, fossette e istallazioni in mattoni crudi (Fig. 13 – Area P Sud. Pianta dettagliata della Fase 6 (BA III)
Fig. 13 – Area P Sud. Pianta dettagliata della Fase 6 (BA III)
. Si tratta di un contesto di centralizzazione e accumulo di prodotti alimentari databile intorno alla metà del III mill. a.C. Due distinte fasi sovrapposte sono state riconosciute, entrambe caratterizzate dalla presenza di istallazioni come silos circolari o ovoidali intonacati, fossette e istallazioni in mattoni crudi (S.794, S.795, I.792, F.950+F.953 – Fase 6 (Fig. 14 – Area P Sud. Veduta generale dei silos S.795 e S.794, in basso, e del piano L.796 della Fase 6 (BA III), da nord
Fig. 14 – Area P Sud. Veduta generale dei silos S.795 e S.794, in basso, e del piano L.796 della Fase 6 (BA III), da nord
; S.781, F.953, S.962 – Fase 7 (Fig. 15 – Area P Sud. Veduta generale della Fase 7 (BA III), da nord)
Fig. 15 – Area P Sud. Veduta generale della Fase 7 (BA III), da nord
e S.769), con piani pavimentali in calcare sbriciolato e pressato, utilizzabili anche come piani di lavorazione (L.796 e L.961). All’interno dei silos delle fasi 6-7 sono stati rinvenuti resti vegetali carbonizzati pertinenti a orzo, grano e noccioli di olive. Nei silos della fase 6B insieme ai resti vegetali sono stati rinvenuti anche resti ossei animali e frammenti di ceramica, indicando un uso delle istallazioni come butti di rifiuti in una fase più recente (Fase 6A). Due sepolture terragne di infanti (D.772 e D.778) (Figg. 16-17 – Area P Sud. La deposizione D.772 e D.778 della Fase 5 (BA IVA), da nord)
Figg. 16-17 – Area P Sud. La deposizione D.772 e D.778 della Fase 5 (BA IVA), da nord
sono riferibili alla successiva fase 5, con corredi costituiti da uno e due bicchieri riferibili ad un orizzonte arcaico del Bronzo Antico IVA (Fig. 18 – Area P Sud. Corredo vascolare della deposizione D.778 (BA IVA)
Fig. 18 – Area P Sud. Corredo vascolare della deposizione D.778 (BA IVA)
, immediatamente precedente alla ceramica caliciforme documentata dai livelli di distruzione del Palazzo Reale G di Ebla, che non è invece presente nella sequenza dell’Area P. Infatti, la fase 4, che si impianta direttamente al di sopra delle sepolture, testimonia strutture domestiche del Bronzo Antico IVB (ca. 2300–2000 a.C.), con una serie di battuti pavimentali associati a muri in mattoni crudi (Fig. 19 – Area P Sud. Il vano L.760 della Fase 4A (BA IVB), da nord)
Fig. 19 – Area P Sud. Il vano L.760 della Fase 4A (BA IVB), da nord
e a silos (Fig. 20 – Area P Sud. Particolare del silos F.763 della Fase 4 (BA IVB), da est)
Fig. 20 – Area P Sud. Particolare del silos F.763 della Fase 4 (BA IVB), da est.

Bronzo Medio I-II

Bronzo Medio I-II

 L’urbanistica della città Paleosiriana

La conformazione attuale di Tell Tuqan è determinata dalla topografia urbana del sito del periodo paleosiriano (Tuqan IIIA = Bronzo Medio I, c. 2000-1800 a.C.; Tuqan IIIB = Bronzo Medio II, c. 1800-1600 a.C.). Agli inizi del II millennio a.C. la città raggiunge infatti il suo massimo sviluppo..

..continua

..(circa 26 ettari) e viene cinta da possenti terrapieni su cui si aprivano tre porte urbiche e suddivisa in una Città Bassa ed una Città Alta decentrata a sud-ovest. La città aveva una dimensione ovoidale irregolare con un asse sudovest-nordest di 650 m e sudest-nordovest di 500 m e raggiungeva una altezza massima sul livello della piana circostante di 30 m (Fig. 1 – Rilievo topografico con indicazione delle aree scavate.)
Fig. 1 – Rilievo topografico con indicazione delle aree scavate
. Rispetto ad Ebla, che era il centro regionale più importante in questo periodo, l’urbanistica di Tuqan presenta forti analogie, ma anche significative differenze. I terrapieni esterni sono integrati da una cortina muraria con torri circolari sulla sommità (Fig. 2 – Area G. Ricostruzione in 3D del sistema della fortificazione esterna del Bronzo Medio.)
Fig. 2 – Area G. Ricostruzione in 3D del sistema della fortificazione esterna del Bronzo Medio.
, mentre ad Ebla il sistema era fortemente articolato con la presenza di grandi forti e di fortezze ad intervalli regolari, che a Tuqan sembrano mancare. In secondo luogo, il dislivello tra la sommità del rampart e la Città Bassa è piuttosto ridotto, con i pendii interni poco marcati e occupati da abitazioni private che si impiantavano fin quasi al ciglio superiore del terrapieno. In terzo luogo, la Città Alta è a Tuqan decentrata a sud-ovest e si collega direttamente alle fortificazioni esterne, protetta sul lato interno da un rampart addossato ad una cortina muraria (Fig. 3 – Area E. Ipotesi ricostruttive del terrapieno e del sistema di fortificazione interna.)
Fig. 3 – Area E. Ipotesi ricostruttive del terrapieno e del sistema di fortificazione interna.
ed integrato da torrioni quandrangolari con scala a rampe interna (Fig. 4 – Area E. Pianta schematica della torre nella parte orientale dell’area.)
Fig. 4 – Area E. Pianta schematica della torre nella parte orientale dell’area.
.

 

La Città Alta e l’Acropoli

La Città Alta di Tuqan occupa una superficie di c. 7,5 ettari e presenta alla sua estremità meridionale una ulteriore zona rilevata (la cd. Acropoli) (Fig. 5 – L’Acropoli e i resti della Porta di sud-est, dal piano di campagna sud.)
Fig. 5 – L’Acropoli e i resti della Porta di sud-est, dal piano di campagna sud.
che identifica probabilmente una struttura ancora non indagata del Bronzo Medio su cui si impiantarono terrazzamenti delle strutture dell’età del Ferro II-III e soprattutto sulla sommità una imponente residenza fortificata di epoca achemenide (Edificio T1) (Fig. 6 – Area T. Palazzetto T1: veduta generale dell’angolo nord-orientale.)
Fig. 6 – Area T. Palazzetto T1: veduta generale dell’angolo nord-orientale.
. La Città Alta aveva due differenti ingressi: quello di nord-ovest la collegava alla Città Bassa, mentre la porta di sud-est (Porta F) costituiva un ingresso diretto dall’esterno della città (Fig. 7 – Area F. I grandi blocchi calcarei della Porta del Bronzo Medio, da ovest.)
Fig. 7 – Area F. I grandi blocchi calcarei della Porta del Bronzo Medio, da ovest.
. Della Città Alta paleosiriana sono state indagate le fortificazioni mentre nessun edificio è fino ad ora stato individuato. Nel sondaggio dell’Area D si è raggiunta la roccia calcarea ad una profondità massima di quasi 7 m dalla superficie: al di sotto della significativa stratificazione di depositi e strutture del Ferro II-III sono stati individuati gettate di terreno con scarichi di ceramica del Bronzo Medio I-II che coprivano direttamente la roccia, in parte regolarizzata in modo artificiale (L.689) (Fig. 8).

La Città Bassa

La Città Bassa di Tuqan presenta due selle rilevate a sud-est e a sud-ovest, che raggiungono quasi la sommità del rampart, e si caratterizza per un lieve avvallamento lungo tutta la base della fortificazione interna della Città Alta, largo almeno 30 m, che inizia a est in corrispondenza di un presunto varco nel rampart e termina a ovest all’altezza della porta di accesso alla Città Alta. Il sondaggio nell’Area P ha indicato che in questa zona a ridosso della Città Alta non erano presenti strutture del Bronzo Medio significative, ma solo gettate omogenee e ripetute di strati di terreni anche cinerosi ricchi di materiale organico e di ceramica omogenea del BM IIA, al di sotto delle quali era presente direttamente la fase occupazionale del Bronzo Antico IVB (Fig. 9 – Area P. Sequenza dei livelli di accumulo.)
Fig. 9 – Area P. Sequenza dei livelli di accumulo.
. L’interpretazione di questo avvallamento come un fossato connesso alla costruzione del terrapieno delle mura interne sembra verosimile ma non si può escludere che in origine fosse stato progettato come una sorta di bacino/canale interno che prendeva acqua direttamente dal lago prospiciente l’insediamento
Nella Città Bassa sono stati scoperti soprattutto resti strutturali di abitazioni private, nell’Area L, H, N, P. Solo nel settore sud dell’Area L era presente una grande piattaforma di mattoni crudi (c. 200 m2 esposti), di cui non sono stati individuati i limiti e che individua uno spazio aperto pubblico, una corte o una piazza (Fig. 10 – Area L Sud. Terrazza L.455 in mattoni crudi (BM II), da nord.)
Fig. 10 – Area L Sud. Terrazza L.455 in mattoni crudi (BM II), da nord.
. Nel settore L nord è stato invece riportato alla luce un quartiere residenziale del Bronzo Medio II, con gli edifici privati disposti lungo un asse viario principale (L.510) (Fig. 11 – Area L Nord. Pianta schematica.)
Fig. 11 – Area L Nord. Pianta schematica.
. Le case vennero utilizzate durante tre fasi in successione ravvicinata e all’interno degli ambienti sono stati rinvenuti materiali in posto e installazioni, come canalette e banchette (Fig. 12 – Area L Nord. Il vano L.512 con la ceramica in situ (BM II), da sudovest.)
Fig. 12 – Area L Nord. Il vano L.512 con la ceramica in situ (BM II), da sudovest.
. La ceramica appartiene ad un orizzonte omogeneo del Bronzo Medio IIA, con stessa proporzione tra forme chiuse, anche dipinte, ed aperte, presenti nelle tipologie peculiari del periodo (Fig. 13 – Area L Nord. Ceramica dal vano L.512 (BM II).)
Fig. 13 – Area L Nord. Ceramica dal vano L.512 (BM II).
. Gli oggetti rinvenuti, figurine fittili e due pesi in ematite e basalto, confermano l’appartenenza cronologica indicata dalla ceramica (Fig. 14 – Area L Nord. Coroplastica del Bronzo Medio.)
Fig. 14 – Area L Nord. Coroplastica del Bronzo Medio.
.
Un altro settore residenziale occupato nel Bronzo Medio II è stato individuato nella parte nord-occidentale della città (Area H, (Fig. 15 – Area H. Pianta schematica con evidenziate le murature H1 e H2 del
Bronzo Medio II.)
Fig. 15 – Area H. Pianta schematica con evidenziate le murature H1 e H2 del
Bronzo Medio II.
). Alla fase più antica risale un edificio (H1) ben costruito e con vani di notevoli dimensioni che si articolavano attorno ad una corte centrale (L.364), all’interno della quale era un silo per lo stoccaggio dei cereali (Fig. 16 – Area H. Edificio H1: angolo sud-occidentale della corte centrale L.364 (BM II), da est.)
Fig. 16 – Area H. Edificio H1: angolo sud-occidentale della corte centrale L.364 (BM II), da est.
. L’edificio, che ebbe piccoli interventi di restauro e di rifacimento di alcuni pavimenti, venne poi abbandonato, mentre entravano in funzione alcune vani immediatamente a nord e ad ovest (H2) (Fig. 17 – Area H. Edificio H2: i vani occidentali (BM II), da ovest.)
Fig. 17 – Area H. Edificio H2: i vani occidentali (BM II), da ovest.
. Il settore domestico fu abbandonato in un periodo avanzato ma non finale del BM II. La ceramica, soprattutto comune (Fig. 18 – Area H. Ceramica del BM II.)
Fig. 18 – Area H. Ceramica del BM II.
e da cucina (Fig. 19 – Area H. Ceramica da cucina del BM II.)
Fig. 19 – Area H. Ceramica da cucina del BM II.
, presenta forme tipiche del BM II, mentre si registra la quasi totale mancanza di giare da conservazione.
Resti limitati di altre strutture domestiche sono presenti sui declivi interni del terrapieno difensivo. In particolare, nell’Area N sono state individuate due abitazioni (N1 e N2), con ancora in posto una serie di strumenti in basalto per la macinazione dei cereali e un tannur associato a resti di vasellame da cucina e da mensa databile sempre al BM II (Fig. 20 – Area N. Case N1 della Fase 3 (BM IIA2) e N2 della Fase 4 (BM IIA1),da sud.)
Fig. 20 – Area N. Case N1 della Fase 3 (BM IIA2) e N2 della Fase 4 (BM IIA1),da sud.
.

Bronzo Antico

Le Sepolture

L’area cimiteriale del Bronzo Medio nell’Area N

Nel settore sud-occidentale della Città Bassa, a ridosso del rampart del Bronzo Medio è stata individuata una zona cimiteriale databile al BM IB (Tuqan IIIA, c. 1900-1800 a.C.), al di sotto di resti di abitazioni private che hanno peraltro restituito alcune sepolture sub-pavimentali.

..continua

Le 14 sepolture indagate (Fig. 1 – Area N. Tavola riassuntiva delle sepolture della necropoli della Fase 5 (BM IB))
Fig. 1 – Area N. Tavola riassuntiva delle sepolture
della necropoli della Fase 5 (BM IB).
, diverse delle quali rimaneggiate dagli interventi deposizionali che si sono succeduti nel corso del tempo, documentano inumazioni entro fossa (D.726, D.727, D.730, D.734, D.736, D.901, D.902, D.917, D.923) (Fig. 2 – Area N. La deposizione D.727 della Fase 5b della necropoli del Bronzo Medio IB, da sud.)
Fig. 2 – Area N. La deposizione D.727 della
Fase 5b della necropoli del Bronzo Medio IB,
da sud.
, sepolture entro giara (D.933), e sepolture parzialmente costruite (D.735, D.925, D.926) o in camere ricavate da strutture pre-esistenti in mattoni crudi (D.900).
Le diverse tipologie indicano una certa variabilità dei rituali funerari, come peraltro riscontrabile sia dai corredi associati che dalle analisi paleo-antropologiche, condotte su un numero minimo di 29 individui di cui 10 adulti e 19 infanti (di quelli identificabili 2 sono intrauterini, 3 di età perinatale, 1 di 6 mesi, 1 di 6-12 mesi, 3 di 1-2 anni e 1 di 5 anni). I corredi contenevano tutti vasalleme ceramico di medio-piccole dimensioni, costituito da coppe carenate, giarette ‘a collaretta’, olle a orlo estroflesso e soprattutto una serie di ‘Syrian Bottles’ sia lustrate che in ceramica comune (Fig. 3 – Area N. Esemplari di Syrian Bottle provenienti dalle deposizioni delle Fasi 4-5 (BM IB-IIA1).
Fig. 3 – Area N. Esemplari di Syrian Bottle provenienti dalle
deposizioni delle Fasi 4-5 (BM IB-IIA1).
. Il corredo con più vasi era quello di D.735, con 6 ‘Syrian Bottles’, 5 coppe carenate e una giaretta biconica (Fig. 4 – Area N. Corredo vascolare della deposizione D.736 della Fase 5b (BM IB).
Fig. 4 – Area N. Corredo vascolare della deposizione D.736
della Fase 5b (BMIB).
. In alcuni corredi erano presenti spilloni (D.923) e ornamenti costituiti da collane in vaghi in corniola e conchiglia (D.730).

La necropoli del Bronzo Tardo nell’Area L

 

Nel settore sud-orientale della Città Bassa, dove è presente una sella rilevata a ridosso del rampart del Bronzo Medio è stata individuata una necropoli databile al Bronzo Tardo II (Tuqan IVB, c. 1400-1200 a.C.), di cui sono state scavate durante la campagna 1993, sette sepolture (Area L). Le sepolture sono tombe in fosse foderate di mattoni crudi che formano una sorta di cassa rettangolare o ellissoidale, ad eccezione di una sepoltura terragna entro fossa ellissoidale (D.458). Si tratta di inumazioni primarie individuali ad eccezione di D.481 con sepolture multiple. Da un punto di vista tipologico generale possiamo distinguere 4 tipi di sepolture:

1) sepolture singole entro fossa (D.458);

2) sepolture singole in fossa entro cassa rettangolare in mattoni crudi (D.451, D.460, D.463, D.506) (Figg. 5-6 – Area L Sud. La tomba D.451 (BT II) con l’inumazione; Area L Sud. La tomba D.460 (BT II) ancora chiusa, da est.)
Figg. 5-6 – Area L Sud. La tomba D.451 (BT II) con l’inumazione; Area L Sud. La tomba D.460 (BT II) ancora chiusa, da est.

3) sepolture singole in fossa entro cassa quadrangolare (D.462) (Fig. 7 – Area L Sud. La terrazza L.455 del Bronzo Medio II tagliata dalle tombe
in mattoni crudi D.460 e D.462 (BT II), al centro, e dalle fosse F.473 e
F.461 (Fe I), in primo piano, da sud-ovest.)
Fig. 7 – Area L Sud. La terrazza L.455 del Bronzo Medio II tagliata dalle
tombe in mattoni crudi D.460 e D.462 (BT II), al centro, e dalle fosse
F.473 e F.461 (Fe I), in primo piano, da sud-ovest.

4) sepolture multiple in fossa entro cassa ellissoidale a falsa volta (D.481) (Fig. 8 – Area L Sud. La tomba D.481 (BT II), da sud-est.)
Fig. 8 – Area L Sud. La tomba D.481 (BT II), da sud-est.

I tipi 1-2 sono associati a sepolture individuali di adulti o bambini, il tipo 3 a sepolture singole di infanti ed il tipo 4 a sepolture multiple di infanti, sub-adulti e adulti. Le tombe D.460 e D.462. sono risultate essere senza corredo, mentre solo uno o due ornamenti sono stati rinvenuti in D.458 e D.451; D.463 oltre a un utensile in pietra, ha restituito un gruppo di astragali. Il corredo più ricco, sebbene sicuramente in parte depredato, è costituito dai materiali di D.481, con ornamenti personali comprendenti almeno una collana in corniola e conchiglia, anelli in bronzo, un ago crinale in bronzo, un bracciale in ferro. Nessuna sepoltura ha restituito corredi ceramici, a differenza di D.506 nell’Area L Nord, databile alla stessa epoca (Fig. 9 – Area L Nord. Particolare della deposizione D.506 (BT II), da nord-est.)
Fig. 9 – Area L Nord. Particolare della deposizione D.506 (BT II),
da nord-est.
, dove la ceramica associata offre riferimenti tipologici sicuri al Bronzo Tardo avanzato, con una brocchetta dipinta ad alto collo, due giarette, un piatto ed un alto bicchiere (Fig. 10 – Area L Nord. Corredo vascolare dalla deposizione D.506 (BT II).)
Fig. 10 – Area L Nord. Corredo vascolare dalla deposizione D.506 (BT II).
. Appartenente al medesimo corredo funerario, è un sigillo in fritta, di stile comune mitannico (Fig. 11 – Area L Nord. Sigillo in faience TT.93.L.56 dalla deposizione D.506 (BT II)).
Fig. 11 – Area L Nord. Sigillo in faience TT.93.L.56 dalla
deposizione D.506 (BT II).
. Le analisi paleoantropologiche hanno evidenziato un andamento demografico caratterizzato da un alto tasso di mortalità infantile, pari quasi alla metà della popolazione esaminata. Focalizzando l’attenzione sugli individui adulti sono stati osservati inoltre segni evidenti di stress ergonomici dovuti a sforzi ripetuti nel tempo quale risultato delle abituali attività lavorative: questi sono principalmente riscontrabili sugli arti inferiori e superiori che risultano colpiti da fenomeni di entesopatia attribuibili ad episodi traumatici e strappi muscolari, cui si aggiunge una elevata frequenza di artrosi identificabile sotto forma di rugosità, spicule, osteofiti sulle articolazioni o ai margini dei corpi vertebrali ed eburneazioni. Un solo individuo dell’intero campione esaminato (inumazione D.451) non sembra essere interessato da stress ergonomici e patologie a questi connesse, a testimonianza che nell’ambito del gruppo erano presenti soggetti che conducevano uno stile di vita svincolato dall’impegno fisico abituale, come quello tipico di chi esercita particolari ruoli o appartiene a ranghi elevati della società. Se, come osservato dal punto di vista muscoloscheletrico, la popolazione adulta sembra risentire di notevoli stress ergonomici, essa risulta invece scarsamente interessata da stati carenziali dovuti a malnutrizione, malassorbimento intestinale o a malattie connesse alla nutrizione. Al contrario, gli individui di età infantile mostrano alterazioni ossee, in particolare cribra orbitalia et cranii ed ipoplasia dentale dello smalto, espressione di stati patologici e di stati carenziali dovuti a malnutrizione o malassorbimento.

Bronzo Antico

Ferro II-III

L’insediamento del Ferro II-III nella Città Alta (Aree D, Q)

L’insediamento di Tuqan durante il I millennio a.C. doveva occupare in modo estensivo la Città Alta del Bronzo Medio, mentre scarsissime sono le evidenze di questo periodo nella Città Bassa, ed era caratterizzato da un ingresso..

..continua

..monumentale, che dal piano di campagna immetteva direttamente all’insediamento, realizzato rimaneggiando lungo il declivio sud-orientale i resti della imponente Porta Sud-Est del Bronzo Medio (Area F) (Fig. 1 – Area F. Veduta generale della Porta sud-est con i blocchi calcarei caduti, da nord.)
Fig. 1 – Area F. Veduta generale della Porta sud-est
con i blocchi calcarei caduti, da nord.
. In una prima fase, durante il Ferro II, venivano utilizzati gli alzati ancora esistenti della struttura del Bronzo Medio rialzando semplicemente il piano stradale originario, che ha subito due successive ripavimentazioni (Fig. 2 – Area F. In primo piano il rialzamento del piano stradale della Porta del Ferro II-III e in secondo piano il livello della Porta del Bronzo Medio II, da nord-est.)
Fig. 2 – Area F. In primo piano il rialzamento del piano
stradale della Porta del Ferro II-III e in secondo piano
il livello della Porta del Bronzo Medio II, da nord-est.
. I lavori più consistenti, che alterano profondamente la struttura della Porta, si verificano nella seconda fase di utilizzo, durante il Ferro III, in cui, per la costruzione del nuovo passaggio, si impiegò solo in maniera parziale ciò che restava dei grandi blocchi calcarei della Porta del Bronzo Medio (Fig. 3 – Area F. La pavimentazione stradale L.175 della Porta del Ferro II-III, da nord-ovest.)
Fig. 3 – Area F. La pavimentazione stradale L.175 della Porta
del Ferro II-III, da nord-ovest.
. Il nuovo impianto della Porta è realizzato secondo una struttura articolata con due coppie di piloni affrontati, che determinano un passaggio più volte ripavimentato, in linea con analoghe strutture coeve rinvenute in altri siti della Siria, come Carchemish e Zincirli.(Fig. 4 – Area F. Pianta dettagliata della Porta del Bronzo Medio con indicazione in rosso della struttura della Porta del Ferro II-III.)
Fig. 4 – Area F. Pianta dettagliata della Porta del
Bronzo Medio con indicazione in rosso della struttura
della Porta del Ferro II-III.
.

Nell’Area Q è stato riportato alla luce parte di un quartiere abitativo periferico dell’insediamento del Ferro III  che si doveva concentrare su tutta l’estensione della Città Alta (Fase 5), di cui si sono documentate tre sottofasi, con strutture murarie ben costruite e vani di impianto regolare (Fig. 5 – Area Q. Pianta schematica della Fase 5b (Fe III).)
Fig. 5 – Area Q. Pianta schematica della Fase 5b (Fe III).
, in uso ad una classe sociale abbiente (Fig. 6 – Area Q. Veduta generale delle unità abitative del Ferro III, da ovest.)
Fig. 6 – Area Q. Veduta generale delle unità abitative
del Ferro III, da ovest.
. Il ritrovamento di manufatti conservati ancora in posto all’interno di alcuni vani ha permesso di ricostruire le attività svolte nelle abitazioni: in particolare, si osserva la generalizzata presenza di strumenti da tessitura (pesi da telaio in argilla, fusaiole in pietra e argilla, strumenti in osso). Nel vano L.875 cinque pesi da telaio erano conservati in due nicchie ricavate in un muro (M.689) (Figg. 7-8 – Area Q. Le nicchie L.881 e L.880 aperte nel muro M.869 della Fase 5b (Fe III), da ovest; Area Q. Particolare dei pesi da telaio rinvenuti in situ all’interno della nicchia L.881 aperta nel muro M.869 della Fase 5b (Fe III), da ovest.)
Figg. 7-8 – Area Q. Le nicchie L.881 e L.880 aperte nel muro M.869 della Fase 5b (Fe III), da ovest;
Area Q. Particolare dei pesi da telaio rinvenuti in situ all’interno della nicchia L.881 aperta nel muro M.869 della Fase 5b (Fe III),
da ovest.
, immagazzinati per essere usati su un telaio verticale. Si può ipotizzare che la fine dell’insediamento della Fase 5 sia avvenuta in seguito ad abbandono delle strutture esistenti: tutti gli ambienti indagati erano caratterizzati da strati di crollo delle strutture ben definiti, ma senza consistenti livelli di distruzione sui piani pavimentali.
La ceramica, molto omogenea, è rappresentativa delle varie forme della ceramica comune, da cucina e da immagazzinamento tipiche del periodo. Nella Fase 5b, che caratterizza i materiali rinvenuti sui piani pavimentali degli ambienti, nella ceramica comune la classe più rappresentata è quella della Orange Simple Ware, che viene impiegata sempre per vasi di dimensioni medie e medio-piccole, con un incremento dell’impiego del trattamento di lustratura e ingubbiatura della superficie del vaso per questo impasto. Nelle forme aperte della ceramica comune (Fig. 9 – Area Q. Ferro III: ceramica della Fase 5a (1-4) e della Fase 5b (5-24).)
Fig. 9 – Area Q. Ferro III: ceramica della Fase 5a (1-4)
e della Fase 5b (5-24).
si hanno le coppe ad orlo naturale (Fig. 9.5), piatti o coppe con orlo arrotondato o espanso (Figg. 9.6-8), e si trovano numerose anche le coppe carenate ad orlo naturale di influenza assira (Figg. 9.9-12). Per le forme chiuse si hanno giare a collaretta (Fig. 9.19), ad orlo doppio (Fig. 9.20), ad orlo semplice svasato o leggermente rigonfio all’esterno (Fig. 9.21 e Fig. 9.23) e ad orlo triangolare e ansa sul collo (Fig. 9.22). Le attestazioni della ceramica da conservazione e della ceramica da cucina sono minori rispetto alla ceramica comune. La ceramica da cucina, presenta principalmente due tipi di impasto, quello bruno-rossastro e quello grigio-nerastro. La tipologia di pentole maggiormente attestata è la hole-mouth con orlo espanso interno con le anse attaccate sull’ispessimento dell’orlo. Per la ceramica da conservazione abbiamo come di norma gli stessi impasti della ceramica comune. I grandi vasi da immagazzinamento sono rappresentati dai pithoi con orlo espanso a parete verticale e con orlo espanso esterno. Parti di altre abitazioni sono state scavate nell’Area D, dove si documenta tutta la sequenza dell’insediamento del Ferro II-III che in questa zona a ridosso delle mura della Città Alta si articola in sette fasi costruttive (Figg. 10-11 – Area D. Il vano L.613 e in primo piano il muro M609 della Fase 1 (FeIII), da nord; Area D. Il vano L.682 della Fase 4b (Fe II), da est.)
Figg. 10-11 – Area D. Il vano L.613 e in primo piano il muro M609 della Fase 1 (FeIII), da nord;
Area D. Il vano L.682 della Fase 4b (Fe II), da est.
. In tutte sono documentati resti di abitazioni private, apparentemente più modeste di quelle riportate alla luce nell’Area Q, associate a focolari e piccoli silos per l’immagazzinamento di derrate alimentari (Figg. 12-13 – Area D. Dettaglio dei muri della Fase 1 e dei resti del forno alfa della fase 2 (Ferro III), da sud-est; Area D. Particolare del forno gamma della Fase 3 (Fe III), da ovest.)
Figg. 12-13 – Area D. Dettaglio dei muri della Fase 1 e dei resti del forno alfa della fase 2 (Ferro III), da sud-est;
Area D. Particolare del forno gamma della Fase 3 (Fe III), da ovest.
.
Infine, sui declivi nord-orientali della Acropoli una lunga trincea (Area T) (Fig. 14 – Area T. Veduta generale della trincea est-ovest, da est.)
Fig. 14 – Area T. Veduta generale della trincea est-ovest, da est.
ha permesso di identificare una serie di terrazzamenti occupati da case private, sempre associate a ceramica da mensa (Fig. 15 – Area T. Trincea est-ovest: ceramica in situ nella corte a cielo aperto L.1035, Fase 3a (FeIII/Persiano), da est.)
Fig. 15 – Area T. Trincea est-ovest: ceramica in situ
nella corte a cielo aperto L.1035, Fase 3a (FeIII/Persiano), da est.
, a grandi pithoi per lo stoccaggio di prodotti alimentari e a strumenti per la tessitura.
La tecnica architettonica, l’estensione e il carattere delle strutture abitative rinvenute nei vari settori di indagine, testimoniano che a Tuqan tra la fine dell’VIII e la metà del VII sec. a.C., si sviluppò un’intensiva urbanizzazione, limitata però alla sola Città Alta, il cui carattere centralizzato è documentato dai consistenti e monumentali lavori di risistemazione della Porta sud-orientale dell’insediamento.

Bronzo Antico

Persiano-Ellenistico

La Fortezza T1 del periodo persiano-ellenistico (Area T)

Al Periodo Persiano (Fase 2) appartiene un edificio, il Palazzetto T1, che è stato indagato soprattutto nei suoi settori settentrionale ed orientale. Il Palazzetto, del quale sono state distinte tre diverse fasi costruttive (Fig. 1 – Area T. Pianta dettagliata con le fasi di costruzione del Palazzetto T1.)..
Fig. 1 – Area T. Pianta dettagliata con le fasi di
costruzione del Palazzetto T1.

..continua

..si presenta come una struttura dalle mura poderose di mattoni crudi su basamenti in pietra e contrafforti angolari e intermedi della muratura (Figg. 2-3 – Area T. Palazzetto T1: il muro perimetrale nord della Fase 2a (Periodo Persiano), da nord-ovest; Area T. Ricostruzione in 3D dell’alzato del Palazzetto T1 (Periodo Persiano).)
Figg. 2-3 – Area T. Palazzetto T1: il muro perimetrale nord della Fase 2a (Periodo Persiano), da nord-ovest;
Area T. Ricostruzione in 3D dell’alzato del Palazzetto T1 (Periodo Persiano).
. Esso costituiva un punto fortificato di controllo sulla città e sulla campagna; la ceramica in esso rinvenuta ne documenta il ruolo di sede dell’élite persiana. Il Palazzetto fu parzialmente riutilizzato nel periodo ellenistico e poi abbandonato nel periodo romano (Fig. 4 – Area T. Palazzetto T1: il muro interno M.1071 della Fase 2a (Periodo Persiano) con la sovrapposizione del muro M.1068 della Fase 1a (Periodo Ellenistico), da sud.)
Fig. 4 – Area T. Palazzetto T1: il muro interno M.1071
della Fase 2a (Periodo Persiano) con la sovrapposizione
del muro M.1068 della Fase 1a (Periodo Ellenistico), da sud.
. Il Palazzetto T1 era stato costruito su resti di situazioni preesistenti ed inglobando modeste strutture del Ferro III, fondate a loro volta, su livelli del Bronzo Medio. Gli interri che ricoprivano le vecchie strutture furono compattati tanto da costituire una crosta resistente da cui spiccava l’edificio T1. I ritrovamenti relativi all’edificio T1 non sono omogenei a causa della sua lunga esposizione e praticamente assenti per quanto riguarda la prima fase di utilizzo (Fase 2c).  Per la fase intermedia di vita del Palazzetto T1 (Fase 2b) si sono raccolti materiali all’interno dei vani meridionali L.1065 (Fig. 5 – Area T. Palazzetto T1: il vano L.1065 con il muro M.698 della Fase 2b (Periodo Persiano), da sud-ovest.)
Fig. 5 – Area T. Palazzetto T1: il vano L.1065 con il muro
M.698 della Fase 2b (Periodo Persiano), da sud-ovest.
e L.699. La ceramica è caratterizzata da argilla ben depurata; le forme più attestate sono le giare con orlo schiacciato o triangolare e le anfore dall’alto collo quasi verticale, piccole anse che scendono dall’attacco della spalla e fondo a siluro, ascrivibili al V secolo a.C. La documentazione ceramica relativa all’ultima fase (Fase 2a) (Fig. 6 – Area T. Palazzetto T1: particolare della faccia interna del muro M.1061 della Fase 2a nel vano L.1069 (Periodo Persiano), da sud-ovest.)
Fig. 6 – Area T. Palazzetto T1: particolare della faccia interna
del muro M.1061 della Fase 2a nel vano L.1069 (Periodo Persiano),
da sud-ovest.
dell’edificio T1 è relativamente abbondante: le forme aperte sono attestate da numerosi esempi di larghe coppe ad orlo triangolare e fondo ad anello, mentre tra le forme chiuse dominano le anfore con orlo schiacciato e spalla obliqua, associabili a basi a siluro (Fig. 7 – Area T. Ceramica della Fase 2a del Palazzetto T1 (Periodo Persiano).)
Fig. 7 – Area T. Ceramica della Fase 2a del Palazzetto
T1 (Periodo Persiano).
. La ceramica da conservazione è la classe più frequente nel settore meridionale dell’edificio nel quale si trovavano magazzini per lo stoccaggio di prodotti alimentari. Nel lungo vano settentrionale L.1069 (Fig. 8 – Area T. Palazzetto T1: il lungo vano interno L.1069 della Fase 2a (Periodo Persiano), da sud-ovest.)
Fig. 8 – Area T. Palazzetto T1: il lungo vano interno L.1069
della Fase 2a (Periodo Persiano), da sud-ovest.
è stata ritrovata ceramica di tipo più raffinato, con vasi dalle pareti sottili, come giare di medie dimensioni e brocche. Pochi gli oggetti, tra cui frammenti di figurine fittili maschili di cavalieri persiani (Fig. 9 – Area T. Frammento di figurina fittile di cavaliere persiano (TT.10.T.151) della Fase 2a (Periodo Persiano).)
Fig. 9 – Area T. Frammento di figurina fittile di cavaliere
persiano (TT.10.T.151) della Fase 2a (Periodo Persiano).
e femminili a stampo.
La presenza della ceramica di epoca ellenistica e romana nel settore meridionale dell’acropoli di Tell Tuqan documenta una frequentazione dell’area durante il periodo compreso tra la fine del IV e la metà del I secolo a.C. senza una più specifica definizione del tipo di contesto insediamentale, se non una parziale riutilizzazione dell’edificio T1 in epoca ellenistica. Per quanto riguarda la ceramica ellenistica, ben documentato è il tipo che presenta decorazione a stampo, con numerosi frammenti di Mouldmade Bowls di fabbricazione antiochena che prevedeva una decorazione a motivi vegetali, imbricata ed anche a figure umane (Fig. 10 – Area T. Frammenti di Mouldmade Bowls con decorazioni a motivi vegetali e a figure umane (1, 3-4 Periodo Ellenistico; 2 Periodo Romano).)
Fig. 10 – Area T. Frammenti di Mouldmade Bowls con decorazioni
a motivi vegetali e a figure umane (1, 3-4 Periodo Ellenistico;
2 Periodo Romano).
.

La residenza ellenistica (Area Z)

Situata nel settore orientale della Città Alta, è stata indagata durante la campagna del 2010; i lavori hanno documentato una stretta successione stratigrafica di sei fasi, di cui la quinta e la quarta relative all’uso di un edificio, cronologicamente riferibile al Periodo Ellenistico (Fase 5) (Fig. 11 – Area Z. Pianta schematica della Fase 5 (Periodo Ellenistico).)
Fig. 11 – Area Z. Pianta schematica della Fase 5 (Periodo Ellenistico).
, e al suo parziale reimpiego di poco più tardo (Fase 4). L’edificio originario risulta costruito con muri regolari, in mattoni crudi ben messi in opera che rimandano ad una costruzione di qualche dignità e la cui dimensione non è ancora stata del tutto accertata (Fig. 12 – Area Z. Il lungo vano L.887 e, in primo piano, un tratto del muro perimetrale ovest M.897, da ovest.)
Fig. 12 – Area Z. Il lungo vano L.887 e, in primo piano,
un tratto del muro perimetrale ovest M.897, da ovest.
.
L’edificio, dopo la sua fase di riutilizzazione venne poi abbandonato, come dimostra il collasso delle sue strutture al disopra dei pavimenti originali. La ceramica relativa al principale momento della utilizzazione dell’edificio trova riscontri con i materiali attestati nelle Aree Q e T, sia per quanto riguarda la Simple Ware che le Mouldmade Bowls (Fig. 13 – Area Z. Frammenti di Mouldmade Bowls con decorazioni a motivi vegetali e a figure umane (Periodo Ellenistico).)
Fig. 13 – Area Z. Frammenti di Mouldmade Bowls con decorazioni
a motivi vegetali e a figure umane (Periodo Ellenistico).
. Gli scarsi oggetti rinvenuti raramente sono associabili alle strutture o riferibili ad un preciso arco cronologico.